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Quando lo stress diventa cronico

Psicologa Psicoterapeuta a Pavia (PV)

Nella frenesia della vita moderna, lo stress si annida silenziosamente, diventando un compagno indesiderato e costante per molte persone. Il nostro organismo si adatta continuamente ai movimenti e agli stimoli che caratterizzano la quotidianità. Il dinamismo della vita ha valore positivo, ma a volte le numerose sollecitazioni possono avere un impatto dannoso. Lo stress è una reazione fisiologica che si verifica quando le richieste dell’ambiente sono percepite come eccessive rispetto alle proprie risorse e capacità di adattamento. A differenza dello stress momentaneo, che è circoscritto nel tempo e può stimolare la nostra adattabilità, lo stress cronico compromette la nostra salute fisica e mentale, lasciandoci esausti e vulnerabili.

La condizione di stress cronico è lo stato in cui si ritrova il nostro organismo quando è esposto a stress frequenti, o quando una situazione stressante permane nel tempo con continuità. La persona che sperimenta stress cronico vive in un costante stato di pressione in cui le energie che ha a disposizione non sono sufficienti ad affrontare i compiti e gli impegni della vita. In un tempo presente in cui le aspettative sono sempre più elevate, il lavoro, le relazioni e le pressioni sociali si intrecciano, si può creare un ciclo difficile da interrompere. In questo circolo si smette di vedersi, di ascoltarsi, di dare valore alla propria soggettività, sentendosi sempre più annullati e svuotati.


Le cause dello stress cronico
Lo stress è una reazione psico-fisica alla pressione percepita quando si è esposti a stimoli denominati “stressor”. Questi stimoli possono essere ambientali, psicologici o fisici. Le cause dello stress cronico sono multifattoriali e dipendono dall’interazione tra le caratteristiche personali e gli stimoli sollecitanti. Lo stress può presentarsi in varie forme e in diverse situazioni. In generale ci sono due categorie principali di stress, che si distinguono per la durata del periodo stressante e per gli stimoli che lo hanno prodottoLo stress può essere acuto se è associato ad uno stimolo specifico e circoscritto nel tempo, mentre è definito cronico se si tratta di una condizione protratta nel tempo. Lo stress cronico deriva dunque dall’esposizione duratura a più stimoli percepiti come stressanti, che possono derivare da malattie croniche, situazioni familiari, conflitti relazionali, problemi sul lavoro, ritmi di vita. 


Le fasi dello stress
Nel caso dello stress cronico la persona attraversa un processo che si articola in più fasi. In un primo momento l’organismo è in stato di allarme e cerca di investire tutte le energie a disposizione per fronteggiare lo stimolo stressante nei migliori dei modi. Successivamente si produce una reazione di adattamento, in cui si tenta di resistere alla situazione e si convive con lo stimolo stressante in attesa che si risolva. Questo periodo può durare molto tempo, anche mesi o anni. L’ultima fase riguarda l’esaurimento delle risorse che si verifica quando lo stimolo è percepito come risolto oppure quando sono terminate le energie a disposizione. In questa ultima fase si ha un crollo in cui emerge in modo evidente la necessità della mente e del corpo di riposare e recuperare. Possono volerci tempi lunghi per riuscire a riequilibrarsi quando la fase di resistenza è stata prolungata e/o il crollo è stato molto debilitante.


Effetti dello stress cronico nella vita quotidiana
Le emozioni, anche quelle negative, hanno importanti funzioni adattive. Quando però lo stress è troppo intenso o prolungato nel tempo, il sistema nervoso è costantemente in fase di emergenza, e questo ha ripercussioni sul funzionamento globale della persona. Una condizione di stress cronico può influire su diversi aspetti della vita, coinvolgendo la sfera emotiva, comportamentale e anche la salute fisica. Generalmente chi soffre di stress cronico tende a sentirsi emotivamente sopraffatto e privo di energie. Può percepire una perdita di controllo su di sé e sulla propria vita, e può sentire una diminuzione di interesse per le attività che prima risultavano gratificanti. Rilassarsi diventa impossibile e si ha la sensazione di non poter mai riposare e recuperare. Lo stato di costante stanchezza mentale porta a difficoltà in vari ambiti. Può essere difficile relazionarsi con gli altri e avere contatti sociali, avere un buon rendimento nel lavoro, ricordarsi le cose, concentrarsi e prestare attenzione a ciò che si fa. Possono presentarsi emozioni disforiche, sbalzi di umore, agitazione, disturbi del sonno, disturbi della sfera sessuale, sintomi fisici come mal di testa o problemi gastro-intestinali, abbassamento delle difese immunitarie e frequenti malanni.


Il burnout
Il burnout è una condizione specifica in cui lo stress cronico è associato al contesto lavorativo. Chi soffre di burnout si sente svuotato ed esausto, incapace di far fronte alle richieste ed agli impegni del lavoro. Non riesce a recuperare le forze e la motivazione, ha cali nella performance e perde motivazione ed interesse per il proprio lavoro. Come lo stress cronico, anche il burnout ha cause multifattoriali e di solito deriva da un’interazione tra le caratteristiche personali e quelle dell’ambiente lavorativo. Ci sono aspetti peculiari che possono rendere un ambiente lavorativo di per sé potenzialmente stressante, ad esempio un’organizzazione non equilibrata dei compiti e dei carichi, o fattori intrinseci al tipo di professione svolta. Esistono anche vulnerabilità individuali che predispongono a vivere con stress il lavoro, ad esempio la tendenza al perfezionismo, il bisogno di controllo, aspettative eccessive verso se stessi. Le vulnerabilità individuali originano dalla nostra soggettività e storia personale, ed è importante poterle comprendere all’interno del lavoro terapeutico.


I fattori soggettivi dello Stress Cronico
Le origini dello stress cronico dipendono dall’interazione tra fattori psicologici, ambientali, relazionali e sociali. Gli stimoli che sono percepiti come stressanti, le reazioni emotive ed il modo in cui viene gestito lo stress variano per ogni persona, e anche i sintomi correlati sono diversi per ognuno.  Una situazione stressante per qualcuno potrebbe non esserlo per altri, e ognuno sperimenta lo stress con intensità diversa. L’impatto emotivo che gli stimoli ambientali hanno su di noi dipende dalle dinamiche interne con cui essi risuonano, ed è diverso per ognuno a seconda della propria personalità e storia di vita.

Un lavoro terapeutico permette di analizzare le proprie dinamiche interne e di riconoscere i motivi soggettivi per cui una determinata situazione risulta stressante. A volte può essere necessario indagare più a fondo nella propria storia, nelle proprie caratteristiche di personalità, nei propri conflitti interni. Può essere utile approfondire le proprie aspettative, la natura degli obiettivi che ci si pone, l’attitudine a riconoscere i propri bisogni e a prendersi i propri spazi.  Se lo stress cronico risulta dall’esposizione continuativa a conflitti relazionali o relazioni disfunzionali, è importante capire di più sulle proprie dinamiche affettive e sui propri modelli relazionali interni.


Quando Cercare Aiuto Professionale
I sintomi dello stress sono molteplici e variano per ogni persona, perciò può non essere facile riconoscerli come tali. È possibile che vengano ricondotti ad un’altra causa, in particolare quando si manifestano solo come problemi fisici, oppure che siano ignorati, o ancora che si diventi assuefatti a tale condizione di vita considerandola normale. A volte, inoltre, si può avere una difficoltà personale ad accorgersi delle emozioni che si provano.

Anche le cause dello stress sono diverse per ognuno. A lungo andare i sintomi dello stress non riconosciuti possono aggravarsi e concorrere all’emergere di altre problematiche come stati depressivi, disturbi d’ansia, attacchi di panico, disturbi psicosomatici. Quando si percepisce malessere che può essere ricondotto a stress, ma non si riesce a identificarlo, risolverlo o a comprenderne le cause, è utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Lo stress cronico può diventare soverchiante, influenzando negativamente la qualità della vita. È importante non sottovalutare i segnali del proprio corpo e della propria mente. Decidere di cercare aiuto è già un primo passo verso il miglioramento della propria condizione. È fondamentale non scoraggiarsi, anche quando sembra che non ci siano alternative possibili alla propria situazione, perché un lavoro su di sé può aiutare a crearsi soluzioni interne nuove.


La psicoterapia psicoanalitica relazionale per lo stress cronico
La psicoterapia psicoanalitica interviene sulle problematiche emotive associate allo stress e consente, inoltre, una comprensione più profonda delle dinamiche soggettive coinvolte.
L’esperienza clinica e gli studi neurofisiologici dimostrano che quando le emozioni sono condivise, messe in parole ed elaborate, vengono modulate e contenute e diminuiscono la loro disfunzionalità. Anche il setting stesso ha funzione terapeutica, perché prendersi uno spazio per sé costante e stabile è già un’azione regolatoria e di recupero della propria soggettività. All’interno di questo spazio relazionale si è guidati dal terapeuta a riflettere su di sé, a riconoscere i propri stati interni, a identificare i propri bisogni e ad ascoltare i segnali del corpo e della mente. È possibile esplorare le proprie reazioni, identificare e dare significato ad aspetti di vulnerabilità personale, e pensare a modalità diverse per gestire la propria situazione. La psicoterapia psicoanalitica permette anche di approfondire la risonanza che le dinamiche attuali hanno in noi alla luce delle nostre esperienze passate. Il lavoro terapeutico aiuta a comprendere più a fondo il malessere del presente, collegandolo alla propria organizzazione di personalità, ai propri modelli relazionali interni e alla propria storia di vita.


Strategie per Affrontare lo Stress Cronico
Affrontare lo stress cronico richiede un’attenzione quotidiana al proprio benessere e alla propria soggettività. È importante prendersi dei momenti per fermarsi e riconnettersi con se stessi, per ascoltare le proprie emozioni, i propri bisogni ed i segnali del proprio corpo. Può essere necessario impegnarsi a darsi delle priorità, e stabilire dei limiti e dei confini da non oltrepassare. È utile coltivare la dimensione desiderante, che generalmente è annullata nei periodi di stress. Si possono inserire e tutelare, ad esempio, attività piacevoli, rilassanti o ludiche, che non siano basate sulla produttività ma sul nutrimento interno.  Esercizi di respirazione possono essere utili per regolare l’attivazione fisica, così come esercizi di mindfulness possono aiutare a centrarsi nel presente, riducendo l'ansia e il sovraccarico emotivo. È consigliabile anche cercare o mantenere relazioni supportive che permettano  spazi di dialogo, condivisione e comprensione.


Dott.ssa Francesca Callegher
Psicologa Psicoterapeuta a Pavia (PV)

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